Traguardo prestigioso: prodotta la milionesima sequenza del DNA di vite.

Tuesday, 27 March 2007

Al Parco Scientifico e Tecnologico di Udine, le macchine dedicate al sequenziamento del genoma della vite hanno iniziato a lavorare nel giugno 2006 e in nove mesi di attività, operando ininterrottamente 24 ore su 24, sette giorni la settimana, hanno raggiunto in questi giorni la milionesima sequenza. Un lavoro intenso, che vede impegnate in laboratorio una decina di persone a tempo pieno.

Il clima è di grande euforia. Del resto i ricercatori hanno di che essere orgogliosi. Il milione di sequenze prodotte colloca l'IGA al 1° posto in Italia per numero di sequenze prodotte e al 4° posto in Europa. Su 74 laboratori di tutto il mondo accreditati all'NCBI (National Center for Biotechnology Information), la banca dati che raccoglie le sequenze prodotte su tutti gli organismi viventi oggetto di estesi programmi di sequenziamento, uomo incluso, IGA si colloca per ora al 30° posti.

Non male per il neo-costituito centro di ricerca sulla diversità genetica degli organismi viventi, nato come spin-off dell'Università di Udine per iniziativa di quattro ricercatori e sostenuto dall'Università stessa e da Friuli Innovazione.

Grazie al prestigio scientifico dei ricercatori e al sostegno convinto dell'Università e del Parco Scientifico e Tecnologico, IGA è riuscito a raccogliere oltre 4 milioni di Euro di finanziamenti pubblici e privati per partecipare da protagonista al progetto italo-francese di sequenziamento del genoma della vite. I ricercatori prevedono di completare il lavoro di sequenziamento dell'intero genoma della vite entro i tempi previsti e cioè entro luglio 2007.

L'Istituto si sta potenziando in vista di nuovi progetti. Ha acquistato in questi giorni un nuovo sequenziatore di grandi dimensioni, che affiancandosi ai tre già presenti nel laboratorio, aumenta del 30% le attuali capacità di lavoro.

Nei prossimi giorni Eurotech, la società di Amaro leader mondiale nella produzione di strumenti calcolo pervasivo e computers di grande potenza, trasferirà all'Istituto il sistema di calcolo parallelo attualmente utilizzato in remoto e basato su un supernodo da 8 x 2 processori e 128Gb di RAM ed un sistema SAS per la memorizzazione in locale dei dati. Con questa macchina il prof. Alberto Policriti, docente di Informatica all'Ateneo udinese e responsabile del gruppo di bio-informatica all'IGA, ha il compito di assemblare il grande puzzle di 10 milioni di stringhe, ottenute nei tre laboratori di Parigi, Padova e Udine che da mesi si dedicano al progetto. I primi parziali assemblaggi sono già disponibili e il risultato finale, atteso per l'autunno del 2007, sarà la ricostruzione dell'intera sequenza del genoma della vite, in perfetta analogia con quanto già avvenuto per l'uomo. E poi - dice il Prof. Michele Morgante, direttore scientifico e responsabile dell'intero progetto - i ricercatori di tutto il mondo potranno accedere alla sequenza per studiare il codice segreto che governa la vita di questa pianta che accompagna l'uomo da oltre 9.000 anni.

Molti in Regione hanno investito sul progetto: l'Amministrazione Regionale, la Banche di Credito Cooperativo, le tre Fondazioni bancarie CRUP, CARIGO e CRT, i Vivai Cooperativo di Rauscedo, Eurotech, i vignaioli Ornella Venica, Pierluigi Zamò, Livio Felluga e Marco Felluga, il Consorzio Collio, oltre ovviamente all'Università di Udine e a Friuli Innovazione. Un esempio di investimento nell'innovazione, che sta già portando i primi frutti.

Alessandro Gervaso

  • Foto iga 10
  • Foto iga 13
  • Foto iga 16
  • Foto-hq 12
  • Software